TEDx - Come vedere gli animali non-umani come proprietari della propria vita

  • Posted on: 27 June 2018
  • By: Jose

Traduzione del TEDx talk del 12 Aprile 2018. 

Watch the full TEDx talk on youtube

Relatore: José De Giorgio-Schoorl

"Sono venuta qui oggi perché 40 anni fa ho avuto un incontro molto speciale, un incontro con un individuo che oggi ricordo ancora per la sua mente curiosa e la sua attenzione nel esplorare il suo mondo; ero affascinata da lui e da questa sua attenzione per il proprio mondo."

"40 anni fa ho incontrato un capretto giovane, così come si può vedere in questa foto. In quell'incontro ero affascinata semplicemente nel seguire la sua attenzione, non volendo un’interazione o una reazione dal capretto, ma lo stavo semplicemente ammirando, intrigata da come lui stava esplorando il suo mondo. Ed è proprio quel fascino che mi ha portata qui oggi, perché questo essere affascinata è rimasto con me tutta la mia vita. In qualsiasi tipo di incontri, sia con animali non-umani che con animali umani, e oggi sono qui perché nell'ultimo decennio c'è stata una crescente consapevolezza sugli animali e per il loro benessere; ma non c'è molta comprensione di come animali non-umani sono in realtà interessati ad esplorare il proprio mondo, ponendosi le loro proprie domande."

"Noi umani rischiamo sempre di più di vedere gli animali per chi vogliamo che siano: un ubbidiente compagno, una famosa attrezzatura sportiva, uno strumento di assistenza, invece di vederli per chi sono veramente. Li vediamo sotto una prospettiva umana, per esempio un cane si vede con la proiezione del miglior amico dell'umano. Quando incontriamo un cane per strada è un’idea comune che sia scontato che si possa accarezzare, perché lo si guarda da una prospettiva prettamente umana, non si è consapevoli che quel cane stia vivendo un suo momento, che ha il suo interesse in quel momento, che ha il suo interesse verso il mondo."

"Io sono venuta a TEDx Breda perché credo che le persone debbano avere l'opportunità di essere ispirate in modo diverso. Credo che le persone abbiano il diritto di essere ispirate da un'altra prospettiva, di avere l’opportunità di vedere gli animali non-umani per chi realmente sono e per vederli come proprietari della propria attenzione, anche perché fa parte di chi siamo, di noi, la capacità di riconoscere tutto ciò."

LA PROSPETTIVA ANIMALE 

"Voglio portavi verso una comprensione della prospettiva animale, che non è per niente facile, e in questa presentazione spiego le difficoltà che affrontiamo in questa società, nel non vedere gli animali per chi sono. Una di queste cose è: che nelle nostre vite umane impariamo tanto, impariamo cose a scuola, viviamo in una società performativa, impariamo tante cose, impariamo come essere educati, come ottenere buoni risultati, ma disimpariamo anche di essere noi stessi, ci dimentichiamo come esplorare, anche tu seduto qui in quella sedia, che tipicamente non è qualcosa che esplori, non è qualcosa dalla quale cerchi di ottenere informazioni, è una cosa funzionale, ci si siede sulla sedia. Ma la cosa è che comprendere dove sei, fa parte di chi sei. Dimenticandolo - lo dimentichiamo per quanto riguarda noi stessi – ci trasciniamo dietro anche gli altri animali, facendo in modo che anche essi lo dimentichino."

"Quando vedi questa foto, una foto di un cane, si può cominciare a comprendere qualcosa di quella diversa prospettiva, perché normalmente quando pensi ad una foto di un cane probabilmente pensi ad un immagine di un cane che guarda la camera, oppure una foto di un cane in azione. Quindi cosa notiamo di diverso? Ciò che è diverso è che qui sei invitato a guardare con il cane - il suo nome è Shiva - sei invitato a guardare insieme a lei per cercare di capire cos'altro c'è, quello che non puoi vedere nella foto; quindi sei invitato a vedere dalla sua prospettiva."

"Siamo più abituati, però, a vedere quest'altro tipo di foto: questa foto è più immediata, si può riconoscere un pavone. In realtà quello che si vede poi è un esempio di una specie. E far parte di una specie di animali non-umani crea già un rischio di oggettivazione, perché non è così facile riconoscere in questa foto l'animale individuo, con una propria esperienza, anche nel momento in cui la foto è stata scattata. È più facile semplicemente solo guardarli, senza capire che stanno vivendo la propria esperienza e che hanno la propria curiosità."

"Come si può vedere invece qui, la cavalla Pioggia, guarda verso una valle e sta osservando la valle per avere un'idea e per la propria comprensione dei dintorni in cui vive, quindi per formare la propria idea di quel contesto. Se ti immaginassi che Pioggia per qualche motivo fosse qui accanto a me, proprio in questo momento, anche con tutta la sua famiglia, comunque probabilmente inciamperesti nel riconoscere la presenza di una specie, penseresti ‘oh wow’ ‘cavalli’! Perché non siamo abituati a guardarli per comprenderli, non siamo abituati a capire che loro hanno la loro curiosità, guardare dalla loro prospettiva, e chiedersi cosa loro stanno vedendo. Perché anche se non possiamo sapere cosa stanno pensando, si può dare attenzione alla loro attenzione; quello è in realtà parte di noi - parte di loro - parte di noi - parte di tutti gli animali, l'esser in grado di prestare attenzione all'attenzione di qualcun altro. Perché c'è una possibilità che anche tu per arrivare in questa sala, avrai incontrato un altro animale, forse qualcuno che vive con te, o forse un passerotto, o un piccione, o magari anche una volpe. E c'è la possibilità che loro avessero avuto più attenzione nei tuoi confronti che tu nei loro. Questa loro attenzione non perché gli serva, non è che gli serva per calcolare un eventuale rischio ma perché sono in grado di tener conto di quel momento, di quell'incontro, e in quel momento fai parte della stessa dimensione."

LA PROSPETTIVA ANIMALE

"Quindi, è veramente difficile."

"Immaginati in una piazza con piccioni e tagli questa piazza camminando dritto verso loro, ignorando la loro presenza, voleranno via. E di nuovo, non perché hanno paura ma perché gli impossibile in quel momento tener conto del modo in cui ci muoviamo per poter creare una dinamica fluida."

"E’ l’attenzione che potresti riconoscere ancora in un bambino piccolo. Qui nella foto si vede Iris, una bambina con una mente curiosa che è impegnata ad ottenere informazioni di dove si trova, di prendere informazioni dal suo Mondo, e ripeto, è un qualcosa che fa parte di noi, perché siamo nati con quel tipo di attenzione, ma la dimentichiamo, diventiamo parte di una vita funzionale, cerchiamo di far succedere cose."

"Quindi se vai con un bambino in un parco e vedi anatre in un laghetto, il bambino è ancora cape di osservare e riconoscere piccole cose, ogni singola anatra, come si muovono, dove stanno andando, dove sta andando la loro attenzione, mentre l'adulto ha bisogno di qualcosa che accada, quindi cosa si fa? Si comincia a dare da mangiare alle anatre, ma con il nutrire le anatre si nutre il conflitto, perché tutte le anatre cominciano a reagire sul cibo. Di nuovo, è un qualcosa che non si riconosce, perché si è abituati ad un vecchio paradigma, che dice che comunque gli animali non-umani combattono per sopravvivere. Ma non sono corpi fisici impegnati per la sopravvivenza, sono individui impegnati con la propria vita, prestando attenzione alla propria vita, e anche in grado di tener conto delle dinamiche per evitare in realtà conflitti."

"Un'attenzione che si può riconoscere nella foto di Onda che sta osservando un uccello, quell'uccello, non un rappresentante della specie Airone Guardabuoi, ma quell'individuo uccello, curiosa di capire la sua presenza, curiosa di ottenere informazioni, una mente curiosa, non come un bambino di 2 anni, ma come qualcuno che vuole ottenere informazioni dalle situazioni che lui - o in questo caso lei - sta vivendo, e anche in grado di prendere atto della soggettività di quell'uccello di modo che non voli via, in modo che il suo essere curiosa non faccia si che spinga via la presenza dell'uccello."

LA PROSPETTIVA ANIMALE

"Cosa succederebbe se si iniziasse ad avere attenzione per l'attenzione di un cane o di un gatto o di un cavallo? Tante piccole incomprensioni verrebbero risolte, incomprensioni che sarebbero quasi divertenti, se non fosse così serio per gli animali coinvolti, perché mentre sono impegnati con le loro proprie domande, la propria ricerca di informazione e comprensione, noi siamo di nuovo impegnati a vedere come reagiscono su di noi. Un esempio semplice e chiarificante, avvenuto proprio due giorni fa, due persone si incontrano per strada, uno è con un cane, e l'altro per qualche motivo indossa dei guanti. Il cane nota i guanti e prova a raggiungerne uno, per ottenere maggiori informazioni e un'idea, l'umano sconosciuto lo prende immediatamente come invito ad accarezzare il cane; in quel momento - detto con le mie parole, la mia interpretazione - il cane fa, tipo "perché stai muovendo la mano, sto cercando di esplorare il guanto" e l'umano fa, tipo "oh allora perché muovi la testa che sto cercando di accarezzarti?" A quel punto il cane abbandona la sua esplorazione e si mette accanto al suo compagno umano, che è preso in una conversazione educata, perdendosi la dinamica. Poi il cane riprova verso le scarpe cercando di sentire l'odore delle scarpe, di ottenere informazioni da lì, però in quel momento scatta subito quella piccola correzione con il guinzaglio, è una reazione, perché l'umano è perso in quella situazione, non vede ciò che realmente sta accadendo, mentre quella in realtà è proprio una situazione nella quale tutti potrebbero essere coinvolti, perché ovviamente anche l'altra persona è interessata ai cani, e quindi includere l'esperienza del cane nell'incontro darebbe agli umani anche qualcos'altro di cui parlare, di sperimentare effettivamente il momento. E' anche difficile riconoscere un animale non-umano che ancora è in grado di esplorare e capire il suo mondo."

"I cavalli vengono addestrati fin da un età molto giovane, addestrati per subire cose umane. Se sono obbedienti e bravi finiscono in una esistenza-ombra. In caso contrario probabilmente vengono etichettati come cavalli problematici, mentre quel cavallo problematico è probabilmente un individuo che sta provando a preservare la propria attenzione, la propria comprensione della vita, una comprensione che si può riconoscere in questa foto, tra il gatto Jack e la capra Micene, la loro reciproca curiosità e la loro capacità di riconoscersi l'uno con l'altra come soggetti, come individui."

LA PROSPETTIVA ANIMALE

"Nella vita sono le piccole cose, ad esempio se vivi con un gatto, e se apri un mobile da cucina e il gatto si avvicina, si potrebbe creare una possibilità per il gatto di vedere cosa stai facendo, non la ricerca di cibo - un'idea semplistica che noi abbiamo come proiezione - il gatto in realtà vive quelle cose umane. Integrare queste cose gli permette una piccola esperienza ed evita un’incomprensione, lì dove quel gatto potrebbe essere etichettato come gatto imprevedibile, graffiando all'improvviso, causato in realtà da tante incomprensioni accumulate. Quindi coinvolgerli in cose semplici, una cosa alla quale non siamo abituati a fare, è già un'esperienza per noi e per loro."

"Così si può semplicemente godere anche della possibilità di preservare una vita nella quale loro possano fiorire, non una vita funzionale, non qualcosa che devono fare, ma semplicemente avere la possibilità di essere proprietari della propria vita. Nella foto una famiglia di cavalli."

"Ovviamente in tutto il Mondo le buone intenzioni sono enormi, ecco perché il contrasto è così strano, perché se salvi un asino da un lavoro fisico ma poi lo addestri per la terapia assistita con gli animali, non stai salvando un individuo, non stai salvando un soggetto, stai salvando un corpo fisico. Questo è un cambiamento di attenzione, che nei prossimi anni si realizzerà, perché riporta anche la nostra consapevolezza umana, su come si può guardare in un modo diverso. Anche in modo da poter comprendere come le cose da un punto di vista scientifico possono essere integrate nella quotidianità, perché se si impara che l'olfatto è importante per un cane e un cavallo, allora è quello che si deve preservare, la loro iniziativa di annusare. Non cercare di capire in come l'umano possa usare quella capacità, mentre quest'ultima è la cosa su cui si focalizza il mondo scientifico, perché tutto gira intorno alla domanda ‘che altro possono fare?’ Un po’ come le applicazioni di un telefonino, ‘che altre funzionalità ha?’ Perfino la ricerca scientifica sull'empatia è improntata sul ‘che altro sanno fare’, perché se all'interno di questa ricerca si è focalizzati sui risultati e non sull'esperienza vissuta dall'animale non-umano, ci si sta allenando in realtà ancora una volta ad ignorare la loro propria esperienza, mentre riconoscere la loro esperienza in realtà è proprio la base dell'empatia, quindi dobbiamo sviluppare la capacità di vederli."

"La scelta di uscire dal punto di vista antropocentrico è una scelta che tutti possono fare basandosi sui propri valori, non è una svolta scientifica, ma è un cambiamento culturale decidere di dare valore alla possibilità per chiunque di essere se stesso, perché gli animali non-umani non sono cose."

"Quindi è questa la possibilità che si ha nella vita di oggi, evolvere in un'altra coesistenza e vi invito a vedere gli animali non-umani non come numeri di una specie, ma come i proprietari della propria attenzione, soggetti della propria attenzione. Una possibilità di crescere verso una società in cui tutti possono essere visti per il proprio modo di essere nel Mondo, che ovviamente è una grande evoluzione perché abbiamo un'eredità di un abuso normalizzato di animali non-umani, ma ci sono così tanti piccoli momenti nascosti, nascosti in attesa di essere condivisi, piccoli momenti che in realtà sono parte di noi e di ciò che siamo; così abbiamo la possibilità di riconquistare anche qualcosa di noi stessi, perché quell'attenzione, di quel giovane capretto o del cane o di quel cavallo o di quella volpe o di quel coniglio, in effetti vale l’attenzione, ancora una volta, perché non sono oggetti."

"Grazie."

Copyright © 2018 by Learning Animals

Watch the full TEDx talk on youtube